LA TEORIA

Una delle cose belle e curiose del tiro con l’arco, oltre all’ arco stesso, sono le tecniche di tiro. Tecniche che, nei secoli, sono state caratterizzanti e simbolo di identificazione fra i tantissimi popoli che hanno calpestato i diversi continenti, lasciandoci ancor oggi segni e tradizioni del loro passaggio. La tecnica, senza divulgarmi troppo, è legata al tipo d’arco impiegato,all’apertura dell’ arco, all’ aggancio della mano sulla corda (presa delle dita) e a volte anche dalla situazione d’ impiego, come a piedi o a cavallo . Senza dover affrontare le varie tecniche di tiro tramandate nei secoli, vorrei esprimermi nei riguardi della tecnica con presa a pollice o ad anello. Una tecnica comune ai cinesi, coreani, giapponesi, persiani, magiari, mongoli, turchi e molti altri. Escludendo il popolo giapponese conosciuto per la tecnica del kiudo, con arco assimmetrico e ricurvo (yumi), gli altri popoli hanno utilizzato ed utilizzano tutt’ ora archi a leve rigide detti ricurvi passivi. Arco e tecnica sono legati insieme, anche se l’ arco può essere utilizzato con tecnica di presa classica, a due o tre dita. E’ dal 2002 che che mi dedico esclusivamente a questa affascinante tecnica, e devo dire che all’inizio non è stato molto semplice. Si possono idetificare due diverse prese, fondamentalmente, per tre tipologie di anello, dove il pollice e l’ indice lavorano in modo diverso. La presa “tradizionale”, a pollice, prevede l’ aggancio del pollice stesso sulla corda, trattenuto naturalmente dall’ indice, ed eventualmente, per aiutarsi nella trazione, anche dal dito medio (per archi di carichi elevati). All’ inizio si può comodamente usare un guanto munito di indice e pollice, possibilmente rinforzato. La freccia viene incoccata, e così trattenuta, tra il punto d’incocco e la nocca del pollice. Per un arciere destro, la punta della freccia, non sarà più posizinata all’ esterno dell’ arco ma, appoggerà all’ interno sorretta dal pollice, naturalmente della mano sinistra, protetta da un guantino simile al precedente. L’ anello più semplice, realizzabile anche in cuoio, prevede la quasi totale protezione del pollice per l’ alloggio della corda. Ossia è l’ anello che ospita la corda, per mezzo di una piega o di un alloggio o incavo. L’ anello deve essere fatto su misura. Mantenendo la stessa presa e chiusura, ma modificando leggermente l’ anello, portiamo la corda completamente dietro l’ anello che dovrà avere un’ arrotondamento per facilitare lo scivolamento al rilascio. In entrambi i casi il dito indice serra sull’ unghia del pollice. Aumentado leggermente la dimensione esterna dell’ anello, con un più comodo alloggio per il polpastrello del pollice possiamo ricavare uno scanso, non per la corda, ma bensì per il dito indice. La corda come prima sarà agganciata dietro l’ anello a contatto dellla piega del pollice. L’ indice chiuderà invece sull’ anello. Il terzo tipo di anello lo chiameremo anello a “grilletto”, per la caratteristica sporgenza che lo caratterizza. In questo caso è facile immaginarne il funzionamento. Il pollice è quasi diritto, la corda è posta dietro la sporgenza (grilletto) e l’ indice serra sulla parte anteriore di esso.

Come maestro d’ arco, i consigli che posso dare, a coloro che vogliono iniziare con questa tecnica di tiro, sono pochi e semplici. Incominciate con un ricurvo passivo di 20 / 25 # massimo. Utilizzate i due guantini descritti precedentemente, cercando di lavorare sulla presa per capire bene come devono stare le vostre dita. La velocità e “la pulizia” dell’ apertura sono molto importanti, e ci dovrete lavorare. Una sua importanza ce l’ ha anche la mano che regge l’ arco, ed il pollice che sorregge la freccia, e col tempo capirete come e casa fare. Non abbiate fretta nel colpire il bersaglio lontano perchè la strada è lunga ed impegnativa. Esercitatevi su di un paglione posto a 5/8 metri. All’ inizio potrete anche mantenere il vostro allungo, ma col tempo dovrete arrivare alla massima apertura del vostro arco andando ben oltre il vostro punto di contatto al viso. Dovrete così allungare di parecchio le vostre frecce! Chiaramente non serve solo questo per apprendere ed imparare questa tecnica. Occorrerebbero ore e migliaia di parole per apprendere, servirebbe forse un vero corso. Comunque sia mi auguro che questo “poco” vi possa aiutare.